Shampoo e perdita di capelli, come e cosa fare per tutelare la salute dei capelli.
L'acidità non ha alcuna connessione contrariamente a quanto si tende comunemente a ritenere con il potere detergente, cioè con la forza sgrassante dello shampoo: un prodotto neutro, insomma, non è detto che sia anche delicato, termine questo che viene riferito ormai comunemente agli shampoo poco sgrassanti, adatti a lavaggi frequenti. Il potere detergente contribuisce a determinare, insieme alla quantità di shampoo che viene utilizzata, l'azione sgrassante del lavaggio, e questa a sua volta influisce sensibilmente sulla salute dei capelli e del cuoio capelluto. La funzione principale dello shampoo è infatti quella di solubilizzare i grassi depositati nella capigliatura, assicurando in questo modo l'allontanamento dello sporco; se però il potere detergente è troppo forte, o se il prodotto viene usato in quantità superiore al necessario, o ancora se i lavaggi vengono ripetuti troppo frequentemente, si asporteranno in misura eccessiva le sostanze secrete dal cuoio capelluto a difesa della pelle e a lubrificazione dei capelli. Come risultato di ciò, l'epidermide risulterà più esposta agli agenti nocivi esterni, i capelli diverranno secchi e fragili e le ghiandole sebacee, per contrastare questa situazione, aumenteranno la produzione di grassi, cosicché l'untuosità tenderà a ricomparire in maniera più accentuata. In questa situazione potrebbe verificarsi una perdita di capelli temporanea dovuta alla loro debolezza.
Per questi motivi, lo shampoo va usato con moderazione: la produzione di una schiuma molto abbondante non è un effetto da ricercare, e in genere è sufficiente applicare una sola volta il detergente, o applicarlo due volte ma in dosi ridotte. Lo shampoo andrebbe diluito prima di essere utilizzato, e distribuito prima possibile su tutta la capigliatura: occorre infatti evitare che una concentrazione eccessiva in qualche punto sgrassi eccessivamente capelli e cuoio capelluto. Qualora il lavaggio debba per qualche motivo essere ripetuto spesso, lo shampoo dovrà avere un basso potere detergente, e la quantità impiegata dovrà essere contenuta.
Prima del lavaggio occorre spazzolare i capelli, in modo da allontanare le impurità solide e da separarli l'uno dall'altro affinché possano essere meglio lavati e sciacquati; occorre quindi bagnarli e, una volta applicato lo shampoo, frizionarli delicatamente con i polpastrelli, senza strofinare troppo forte e senza far uso delle unghie. Il risciacquo, soprattutto quello finale, deve essere il più possibile accurato (è bene, durante tale fase, sollevare i capelli a ciocche e far attraversare queste ultime dall'acqua); non va impiegato né un getto troppo caldo, né uno troppo violento. I depositi che verrebbero lasciati da un'acqua eccessivamente dura possono essere sciolti versando sui capelli, durante l'ultima fase del risciacquo, mezzo bicchiere di aceto o il succo di mezzo limone, diluiti in un litro d'acqua: l'acidità determinerà , oltre all'allontanamento delle sostanze che formerebbero una patina opaca, anche, come si è visto, la chiusura delle squame dei capelli; questi appariranno, grazie a tutto ciò, più splendenti e docili. Tale vecchia operazione può essere efficacemente sostituita, oggi, dall'impiego di prodotti dopo shampoo , che, oltre a questa funzione acidificante, ne svolgono anche una diselettrizzante.
L'asciugatura va effettuata dapprima con un asciugamano che deve essere utilizzato solo per tamponare, e non per strofinare e in un secondo tempo, eventualmente, con un phon. Questo non deve mai essere avvicinato troppo alla capigliatura, né produrre aria eccessivamente calda; il suo uso inaridisce i capelli, e non deve essere quindi né protratto troppo a lungo, né ripetuto troppo frequentemente.
Autore: Redazione Medicina33.com