Sezione: Varici

Quando è necessario effettuare la flebografia ?

Quando è necessario effettuare la flebografia ?

La flebografia è una procedura radiologica utilizzata per lo studio dettagliato di un determinato distretto venoso, in particolare degli arti inferiori. L’esame prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto opaco (come Hypaque o Angio-Conray) all’interno di una vena, che può essere scelto in base alla modalità di esecuzione:

  • In decubito supino: il mezzo di contrasto viene introdotto in una vena situata alla radice dell’arto, seguendo un flusso retrogrado rispetto alla direzione normale del sangue.
  • In ortostatismo: il mezzo viene iniettato in una vena sul dorso del piede, previa applicazione di un laccio sovra-malleolare per favorirne la distribuzione.

Questa tecnica non solo consente di visualizzare il circolo venoso profondo, ma permette anche di valutare la funzionalità del sistema venoso. Ad esempio, vene profonde ricanalizzate possono apparire normali in un esame eseguito in clinostatismo (posizione supina), ma essere non funzionalmente efficienti.

Indicazioni cliniche della flebografia

Sebbene la flebografia sia raramente indicata nei casi di varici semplici, il suo utilizzo diventa fondamentale in alcune situazioni specifiche:

  1. Valutazione preoperatoria in casi complessi:

    • Nei pazienti con varici post-flebitiche o con sospetto di una flebite pregressa misconosciuta, la flebografia aiuta a determinare lo stato delle vene profonde, per verificare se siano in grado di sopportare un aumento del volume ematico a seguito di un intervento.
  2. Diagnosi di flebite in fase acuta:

    • In situazioni di trombosi venosa profonda (TVP), la flebografia consente di individuare con precisione il segmento venoso occluso e valutare la possibilità di una disostruzione.
  3. Recidiva postoperatoria:

    • Anche se rara, la flebografia può essere utile per indagare casi di recidive successive a interventi chirurgici.
  4. Anomalie venose congenite:

    • L’esame può essere eseguito in associazione con l’arteriografia per studiare malformazioni vascolari complesse.
  5. Traumi del bacino o degli arti inferiori:

    • In contesto medico-legale, la flebografia può confermare la presenza di una flebite secondaria a un evento traumatico.

Considerazioni sulla flebografia

Nonostante il suo elevato valore diagnostico, l’utilizzo della flebografia è attualmente limitato a casi in cui l’esame clinico e le metodiche diagnostiche non invasive (come l’ecocolordoppler) non siano sufficienti per raggiungere una diagnosi certa. Questa scelta è legata al rischio, seppur raro, di effetti avversi dovuti all’intolleranza al mezzo di contrasto.

In conclusione, la flebografia rappresenta uno strumento prezioso e insostituibile in specifici contesti clinici, ma il suo utilizzo deve essere riservato a situazioni in cui altre metodiche non invasive non abbiano fornito risposte adeguate.



Autore: Redazione Medicina33.com