Abitudini sbagliate possono far si che un pasto importante come la prima colazione non sia consumato nella giusta maniera.
Se la prima colazione è quasi inesistente, un'altra abitudine induce numerose persone a trasferirsi, a metà mattina, al bar per la bricche e il cappuccino, mentre i bambini e gli adolescenti consumano voracemente merendine e pizzette. Non c'è niente di peggio. Nella stragrande maggioranza dei casi i prodotti confezionati sono infarciti di grassi e di zuccheri, tanto da risultare una bomba energetica che affatica il fegato e contribuisce ad accumulare i grassi nel sangue anche nei giovanissimi. Questi ultimi, è noto, sono sempre affamati: anche se hanno fatto un'abbondante prima colazione, a metà mattina hanno l'esigenza di fare uno spuntino. Un piccolo panino al formaggio o al prosciutto possono tranquillamente risolvere il problema, meglio ancora uno yogurt o un succo di frutta. Il pasto di mezzogiorno comincia a perdere i connotati di una volta a causa degli impegni di lavoro. Si consumano frettolosamente panini al bar, si ingurgitano i piatti delle mense aziendali, si ricorre ai fast-food. E se anche si va al ristorante, la fretta non consente la degustazione del cibo. Nelle famiglie, chi ha la fortuna di poter tornare a casa a mangiare, spesso esagera, pregiudicando l'intero pomeriggio. La prerogativa principale del pasto è la masticazione: la digestione, è noto, inizia nella bocca.
É anche importante alzarsi da tavola senza dover fare sforzi a causa della quantità di cibo: abbuffarsi non è salutare. Merende e spuntini di metà pomeriggio non sono, salvo diete particolari, necessari né ai bambini né ai grandi: un succo di frutta, una spremuta, un frutto sono più che sufficienti. La sera si pongono gli stessi problemi del mezzogiorno. Sedersi a tavola con il televisore acceso non è salutare. Mangiare in fretta trascurando la masticazione è dannoso. Sdraiarsi subito dopo i pasti è sbagliato. Bere un amaro per aiutare la digestione è ipocrita.
Autore: Redazione Medicina33.com