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Chi è la nuova ministra della Salute? Quali sono le sue idee?

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Chi è la nuova ministra della Salute? Quali sono le sue idee?

La nuova ministra della Salute è Giulia Grillo, non è parente di Beppe Grillo – ha da poco compiuto 43 anni, è originaria di Catania ed è laureata in Medicina, con una specializzazione in Medicina legale. Ha una lunga storia di militanza nel M5S che l’hanno portata a diventare esponente principali del Movimento 5 Stelle, di cui è diventata capogruppo alla Camera dopo le scorse elezioni del 4 marzo. Nei confronti della di Beatrice Lorenzin, rimasta in carica per cinque anni e ha spesso polemizzato con campagne molto dure sulle decisioni assunte dal ministero della Salute su vaccini, farmaci e gestione del personale sanitario.

Vaccini
Giulia Grillo è stata tra le più convinti oppositrice del cosiddetto “decreto Lorenzin” che precede la vaccinazione obbligatoria dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, poi convertita in legge dal Parlamento. Il provvedimento è in vigore dallo scorso anno ed è stato adottato per riportare entro i limiti di sicurezza le coperture vaccinali, indispensabili per evitare epidemie di malattie pericolose e facilmente trasmissibili come il morbillo. Giulia Grillo è stata estremamente critica nei confronti di Lorenzin e del governo, accusandoli di non avere lavorato adeguatamente negli anni precedenti per evitare la riduzione delle coperture vaccinali. In realtà il calo delle vaccinazioni in questi anni è stato determinato dalle ricorrenti campagne contro i vaccini e sulla loro presunta pericolosità, a partire dalla storia dell’autismo, frutto di una delle più grandi frodi mediche dell’ultimo secolo. Giulia Grillo non è antivaccinista e in più occasioni ha riconosciuto l’importanza dei vaccini: non ritiene però che debba esistere un obbligo come quello introdotto lo scorso anno e pensa che quella dei genitori debba essere una scelta libera e informata, da incentivare attraverso campagne di informazione e divulgazione sull’importanza dei vaccini. Questo approccio in realtà è stato seguito in passato in diverse regioni italiane, ma senza ottenere i risultati sperati, soprattutto in una fase di rapido calo delle coperture come quella degli ultimi anni.

Personale sanitario
La neo ministra in questi anni si è interessata di frequente al problema delle assunzioni e della mancanza di personale in ambito sanitario, con un ridotto ricambio generazionale. Ha appoggiato iniziative sindacali unitarie e gli scioperi del personale medico, facendosi anche promotrice di una mozione per sbloccare il turnover e di conseguenza le nuove assunzioni nelle agenzie sanitarie. L’attenzione a questo tema è ribadito nel “contratto di governo” tra Lega e M5S, anche se in modo vago e senza chiari riferimenti a come il ministero della Salute potrà intervenire per migliorare le cose, considerati i costi che comportano provvedimenti sul personale in un periodo di necessari tagli alla spesa. Pubblico e privato Giulia Grillo ha sempre difeso la sanità pubblica rispetto alle iniziative private. Ritiene che un’offerta pubblica efficiente e in tempi ragionevoli possa incentivare i pazienti a fare meno ricorso alle strutture private, dove i costi diretti sono più alti e spesso alla base di disparità di trattamento tra chi può permettersi una visita o un esame privatamente e chi no.

Liste di attesa
Lo scorso anno Giulia Grillo ha ottenuto l’approvazione di una mozione per chiedere al ministero della Salute di applicare leggi già vigenti, ma mai pienamente attuate, per garantire l’erogazione dei servizi sanitari entro i limiti massimi stabiliti e per rendere più organizzato e tracciabile il sistema delle prenotazioni delle visite. Grillo è tornata in più occasioni su questo tema che dovrebbe essere quindi centrale nella sua attività da ministra, ma anche in questo caso non è molto chiaro quali soluzioni adotterà per fare meglio rispetto a Lorenzin, da lei criticata per non avere fatto abbastanza.

Farmaci
Giulia Grillo ha inoltre criticato l’Agenzia Italiana del Farmaco, organismo essenziale per la regolamentazione dei farmaci nel nostro paese sostenendo che abbia rapporti stretti con “Big Pharma”, modo di dire usato spesso dai teorici del complotto per indicare genericamente le aziende farmaceutiche e le loro presunte strategie commerciali per mettersi d’accordo e condizionare i prezzi dei farmaci.





   

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