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Il patereccio: sintomi, cause e terapia.

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Il patereccio: sintomi, cause e terapia.

Le infezioni che colpiscono la base dell’unghia vengono chiamate comunemente paterecci. Esse sono frequenti ma, per fortuna, possono essere curate in modo semplice e di solito guariscono in pochi giorni. Alla base dell’unghia vi è una zona di pelle che la ricopre e che viene chiamata cuticola. Essa talora può venire lesa da agenti fisici o chimici e successivamente infiammarsi a causa dell’azione infettante dei batteri, dando cosi origine al patereccio, che dal punto di vista strettamente tecnico, viene chiamato ‘paronichìa’.

Cause del patereccio
Il patereccio riconosce come causa principale la lesione della pellicina che riveste la base dell‘unghia. Tra i vari agenti che possono ledere questa zona di cute, in primo piano e anche perché costituisce la causa più frequente, citiamo la continua immersione delle mani nell‘acqua: tale operazione indebolisce la pellicina e con l’azione favorente del sapone e dei detersivi, ne provoca col tempo la screpolatura. Questo inconveniente è frequente nelle casalinghe, che hanno spesso le mani nell’acqua. Nei bambini un’azione analoga è svolta dal continuo succhiarsi le dita. In queste circostanze la lesione che si viene a creare favorisce l’impianto dei germi, i quali infettano la pelle e determinano appunto la sua infezione e quindi il patereccio.

Sintomi e terapia del patereccio
I paterecci possono insorgere in modo acuto o avere un decorso cronico. Nel primo caso la cute alla base dell’unghia diviene gonfia arrossata, dolente e si forma un vero e proprio ascesso con raccolta di pus. La terapia è chirurgica, nel senso che bisogna intervenire incidendo l’ascesso e drenando il pus: è spesso utile, inoltre, associare una terapia antibiotica di copertura e antinfiammatoria per lenire il dolore. Il patereccio cronico è comunemente legato a un’infezione da funghi. In questi casi si verifica il progressivo distacco dell’unghia, con relativa deformazione accompagnata da rossore e gonfiore della cuticola. La terapia è per lo più medica, raramente sono richiesti l’incisione e il drenaggio. La cura deve essere condotta sia localmente, con l’applicazione di disinfettanti quali il Violetto di genziana, sia per via generale. La continua immersione delle mani nell’acqua, come avviene durante i lavori domestici, è la più frequente causa dei paterecci.

Domanda:
E possibile che un patereccio debba essere operato?

Risposta:
Nelle forme acute, purulente, è spesso necessario ricorrere all'incisione dell'ascesso. E un intervento di piccola chirurgia che viene eseguito ambulatoriamente in anestesia locale. Dopo aver anestetizzato il dito con cloruro di etile, che genera un freddo intenso cosi da lenire il dolore, il chirurgo incide l'ascesso e fa fuoruscire tutto il pus; poi introduce nella ferita un po’ di garza medicata per far si che il pus non ristagni, ma possa uscire senza riformare l ’ascesso. Dopo alcuni giorni, quando la ferita sarà ben pulita e non genererà più pus, allora non verrà più introdotta la garza e potrà chiudersi lasciando una piccola cicatrice.

Domanda:
Sono una casalinga e da diversi mesi mi sto trascinando un noioso patereccio. Cosa posso fare per guarire definitivamente?
Risposta:
La forma di cui lei è affetta sembra essere quella di un patereccio cronico. Esso è, nella maggior parte dei casi, legato a un’infezione da funghi e se genera del pus verdastro è sicuramente dovuto ad una Candida.





   

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